Il team di Luigino Fiocco: Ferruccio Covini

Ferruccio Covini

Quante ruote ha la vostra automobile? Quattro? Siete dei poveracci e non capite un tubo: di ruote ce ne vogliono sei; se non ci credete chiedete all’Ing Ferruccio Covini che è l’unico al mondo a produrre autovetture a sei ruote. Ma le produce davvero? Beh… insomma, davvero davvero proprio no. Diciamo che Ferruccio Covini produce macchine a sei ruote come Luigino Fiocco produce elicotteri o aeroplani.

Per capire meglio di chi stiamo parlando, leggiamo un’interessante intervista rilasciata dal nostro eroe alla prestigiosa testata giornalistica noicompriamoauto.it il 23 11 2015:

https://www.noicompriamoauto.it/magazine/covini/

La parte che ci interessa è la seguente:

DomandaLe auto a 6 ruote, come mai questa scelta? Quali sono i vantaggi e le differenze nelle prestazioni, se paragonate alle comuni vetture e 4 ruote?

Risposta – Il mondo delle supercar è un mondo difficilissimo. Riuscire anche solo a mettere fuori la testa significa scontrarsi con giganti, tanto che viene da fare il paragone della rana col bue. I pochissimi che ci riescono hanno tutti almeno un asso nella manica: oltre a saper progettare e costruire dispongono di un ingente patrimonio familiare e/o la conoscenza delle persone giuste.

Non bastano le idee, se poi non ci sono i capitali è una battaglia persa in partenza. È per questo che l’unica possibilità di sperare di non fare come la rana col bue è quella di proporre qualcosa di molto diverso, in modo da non scontrarsi con i giganti. Il molto-molto diverso rappresenta chiaramente un rischio.

Ecco che fra le mie creazioni ci sono auto decisamente futuristiche o meglio futuribili: supercar motorizzate diesel già nel 1979, ed ora una vettura a sei ruote. Diversità, ma oculatamente valutate.

E l’asso nella manica? Vetture tanto innovative sono più che altro dei banchi prova per nuove tecnologie e questo permette di andarsi a cercare l’asso che manca, finanziamenti per l’innovazione tecnologica e la ricerca scientifica. Sono queste dunque le prime due ragioni per cui ho scelto di sviluppare una sei ruote.

 

Insomma, traducendo: perché fai (anzi, provi a fare) macchine a sei ruote? Perché così trovo i soldi per campare, ramazzando contributi pubblici! L’ing Ferruccio Covini ci ricorda forse qualcuno? Prima di rispondere a questa domanda, provate a chiedere a Google  chi sia questo signore e vedrete comparire sempre le stesse fotografie della stessa macchina a sei ruote, quella che confessa candidamente di studiare da 34 (tretaquattro!) anni e non aver ancora mandato in produzione (perché lui le costruisce a mano nel garage di casa). Nello stesso modo in cui se digitate Luigino Fiocco, vedrete comparire (a parte le decine di post con le malefatte) le solite e tediose fotografie dello stesso elicottero. Insomma, parliamo di personaggi che razzolano in giro cercando soldini per il pane e il companatico, spacciando idee ‘rivoluzionarie‘ in cerca di polli disponibili a darglieli. Non per niente Covini ha costituito la Covini Engineering, come Fiocco costituì a suo tempo la Fiocco Engineering. E così come Fiocco se n’è andato in Svizzera, Covini è volato in Ighilterra, costituendo la Genius Car. Che,  guarda un po’, è una Holding che include la Covini Engineering (ricordate Avio International Group Holding di Luigino Fiocco?). E infatti: Genius Car Ltd. is a UK based holding company dealing with special technological and innovation projects, mainly in the automotive sector.It’s most recent project has been to develop and commercialise sports cars in the high-end luxury segment and in particular the Covini C3A, the only high end supercar with 6 wheels and 3 axes, that has been developed in Italy. Come dire che così come Fiocco se n’era andato in Svizzera a cercare soldi con la scusa della produzione di elicotteri, Covini se n’è andato a Londra per cercare soldi con la scusa della produzione di una macchina a sei ruote: potenza della fantasia. Peccato che il sito di Genius car non venga aggornato dal 2011 e Google non dica nulla delle ultime avventure di Ferruccio Covini (salvo l’intervista).

Ed ora a noi: cosa c’entra Covini con Fiocco a parte le evidenti somiglianze nell’attività di pesca dei polli?

I due si conobbero parecchi anni fa tramite Isaia Fiocco, il fratello di Luigino Fiocco (quello mentalmente instabile), che dopo il fallimento della Fiocco SpA di cui era socio (altra delle millemila società fondate da Fiocco e fallite) si mise a costruire go kart in carbonio costituendo la società Monaco Kart di Paruzzaro. E divenendo famoso perché percepiva dai clienti gli anticipi per i kart  e poi non consegnava il prodotto (ditta fallita, manco a dirlo).

Covini aiutò a disegnare la carrozzeria del kart e così venne in contatto con la banda Fiocco e avendo visto di che pasta fosse Luigino, gli suggerì di interessarsi alla Dragon Fly, la società fondata dai fratelli Castiglioni (famosi archeologi) per la produzione di elicotteri ultraleggeri. Elicotteri di cui Covini aveva contribuito a disegnare la carrozzeria. Da allora, i due hanno collaborato saltuariamente, incontrandosi spesso quando Luigino Fiocco ha rilevato il fallimento della Dragon Fly, utilizzata successivamente per spacciare la bufala del rivoluzionario elicottero SK-1 (in realtà il vecchio macinino dei Castiglioni). Non una collaborazione stretta perché entrambi dediti al medesimo vizio (la ricerca dei polli) però quando è stato conveniente ad entrambi hanno proficuamente collaborato.

Auguriamo all’ing Ferruccio Covini di non ritrovarsi in Brasile (o a Rebibbia) col suo vecchio amico.

Auto Covini

 

23.11.2015

 

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