Preso in Brasile Luigino Fiocco, il truffatore che era riuscito a vendere elicotteri mai forniti ai cinesi viaggiando col governo italiano

Luigino Fiocco, 68 anni, deve scontare condanne al carcere per oltre 10 anni per una serie di truffe e reati di bancarotta. È stato stanato dai carabinieri Sudamerica. Luigino è un genio della truffa. L’ultimo colpo, da maestro, lo aveva messo a segno in Cina, nel novembre 2015. Riuscì ad “imbucarsi” come imprenditore nella delegazione italiana guidata dall’allora ministra dell’Istruzione Stefania Giannini (la ministra è parte lesa) al meeting Italia-Cina dedicato alla tecnologia. In Cina aveva chiuso un affare da 130 milioni di euro. Quello che i partecipanti alla missione diplomatica non sapevano è che Fiocco, nato a Chioggia (Venezia), era già inseguito da un ordine di cattura spiccato dal tribunale di Cagliari, al quale poi si sarebbero aggiunti altri guai giudiziari da Milano.

I conti in sospeso lo hanno inseguito sino a Brasilia, dove la polizia del luogo lo ha portato in carcere, grazie alle indagini dai carabinieri della Squadra Catturandi, agli ordini del capitano Marco Prosperi, che in questi mesi hanno dovuto faticare non poco per rintracciarlo.  Secondo gli investigatori nella sua carriera criminale Luigino Fiocco ha accumulato circa 200 milioni di euro. L’ingegnere aeronautico, questo il suo vero mestiere, nel tempo aveva creato società (e preso fondi) in Italia, Svizzera, Cina e Brasile. La sua specialità consisteva nel chiudere accordi faraonici nel campo dell’industria aeronautica, intascare generosi finanziamenti statali, e ovviamente tenersi i soldi lasciando i progetti solo sulla carta, per poi sparire.
Lo ha fatto in Italia (fallimenti Carbon Race e Aviotech), approfittando degli incentivi garantiti da una legge del 1992 e senza costruire nemmeno un velivolo. Ha replicato in Svizzera (dove era stato arrestato nel 2011) con la Swiss Avio Engineering, società dichiarata fallita nel 2015, con un carico di debiti da 200mila franchi mai onorati.
Fiutata l’aria ha pensato di spostarsi una prima volta in America latina, dove ha preso accordi con le istituzioni locali per l’ apertura di una fabbrica dedicata alla costruzione di elicotteri a Maringà, nel sud del Brasile.
Operazione, condotta sotto la sigla della Avio International Holding Group, che non vedrà mai la luce, mentre finisce coinvolto in un giro di riciclaggio ai danni della Banca centrale brasiliana. In Brasile Luigino Fiocco era una celebrità. Intervistato da telegiornali, giornali e trasmissioni seguitissime, era l’italiano di successo che creava lavoro e ricchezza sopratutto nelle zone depresse del sud del Brasile. In realtà era solo un truffatore che in Italia dove entrare in carcere per varie condanne. E per evitare che continuasse a fare del male c’è chi in Italia si è anche premurato di mettere sul web un sito che riporta tutte le malefatte del truffatore veneto.

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